bifo | 27 Jun 18:53

una nuova strategia anzi due

Nove anni dopo Seattle
Una nuova strategia anzi due
Per le donne e per gli uomini
che non accettano la schiavitù e la guerra

Nel 1999 a Seattle cominciò una rivolta morale. Dopo l'attacco contro il 
summit del WTO milioni di persone in tutto il mondo dichiararono che il 
globalismo capitalista è un fattore di devatazione psichica e ambientale. 
Per due anni il movimento globale attivò un efficae processo di critica 
delle politiche neo-liberiste, aprendo la strada alla speranza di un 
cambiamento radicale.

Poi, dopo la battaglia di Genova cambiò lo scenario narrativo di fondo e la 
guerra conquistò il posto centrale della scena. Il movimento non fermò 
allora la sua azione, ma la sua efficacia fu rapidamente ridotta a zero, 
come dimostrò l'immensa manifestazione mondiale del 15 febbraio del 2003, 
che non riuscì a fermare la guerra criminale lanciata dai peggiori 
assassini che la storia umana conosca. Il movimento non riuscì a 
diffondersi allora nella vita quotidiana della società di tutto il mondo, 
non riuscì a dar vita a un processo di autorganizzazione del lavoro 
tecnico-scientifico.

Sapporo e il fallimento delle politiche neoliberiste

Oggi, nove anni dopo Seattle, mentre i padroni del mondo si riuniscono a 
Sapporo per prendere atto di un fallimento colossale delle loro politiche, 
ma anche per ribadirle nonostante tutto, dobbiamo inventare una nuova 
strategia per il movimento, anzi forse due.
Una strategia (anzi forse due) che parta dalla consapevolezza che il potere 
globale è oggi fondato sulla guerra, e che una dittatura militare sta 
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Renato | 1 Jul 17:36

Re: una nuova strategia anzi due


Concordo pienamente con quello che dice Franco Berardi, facendo parte di una
variegata tribù allargata che da diversi anni pratica la “sottrazione” al
dominio delle merci e del capitale. Sono convinto che  il nostro compito sia
anche quello di dare vita a dei luoghi comuni/canti in grado di agire per
contagio, vista l’incapacità del linguaggio della politica e della teoria di
comunicare. Mia fa anche piacere che Berardi abbia scritto questa lettera, 5 o
6 anni fa, quando collaborava con Carta, rispose a una mia lettera in cui
descrivevo la nostra scelta di sottrazione, e non era molto d’accordo.

. ..[  Dobbiamo diventare l'esempio vivente di uno stile di vita in cui il
benessere sia unita alla frugalità, la felicità alla generosità, e la
produzione sia unita con la pigrizia e il dolce far niente. La ricchezza non ha
nulla a che fare con il consumo compulsivo e con l'accumulazione ossessiva. La
ricchezza è il piacere di essere, e il godimento del tempo... ..Il nostro
compito centrale nel prossimo futuro è la ridefinizione dell'idea stessa di
benessere, di ricchezza e di felicità. Il nostro compito è la creazione di
monasteri in cui si sperimenti il benessere frugale. Critica della
naturalizzazione del paradigma della crescita, elaborazione culturale di un
nuovo paradigma basato sull'abbandono dell'ossessione della crescita,
finalizzato alla frugalità, alla produzione ad alta intensità di sapere, alla
solidarietà, e alla pigrizia, e al rifiuto della competizione. Il capitalismo
ha identificato il benessere e l'accumulazione, la felicità e il consumismo la
ricchezza e lo spreco delle risorse naturali e psichiche ] ...

Ecco, appunto ... volevo rammentare che di questi “monasteri” ne esistono
veramente molti e da molti anni: praticamente dal dopo Bologna 77’ (
Acquacheta, Montepeglia, Elfi, Popolo delle Terrazze Mogliazze ecc....) prima
che la chiamassero decrescita noi la chiamavamo ...autosufficenza,
autoproduzione ecc.
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Gmane