scarph | 1 Jul 20:44

Facciamo Breccia - Dissidi politici? Risposta repressiva!]

*Dissidi politici? Risposta repressiva!*

*Facciamo Breccia esprime la propria indignazione su quanto accaduto sabato
scorso a Bologna e  rigetta le insinuazioni calunniose contenute nel
comunicato di Mancuso e Polo e in quello del Comitato Pride Bologna.
Solidarietà a Graziella Bertozzo*

L'espressione del dissenso è una normale pratica nella dinamica politica che
non c'entra niente con la violenza. L'uso della polizia per la gestione del
dissenso interno ad un movimento è la fine della politica, significa
scivolare verso lo stato di polizia.

La presenza, non prevista, di alcuni/e attivisti/e di Facciamo Breccia
"intrufolatisi" sul palco del pride per aprire uno striscione che,
ricordiamo, recitava "28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo
Breccia" - per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che
in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, sede poi
"restituita" nel 2001 alla Curia – intendeva con ogni evidenza esprimere
dissenso politico utilizzando pratiche di movimento e pacifiche. Lo stesso
dissenso che Facciamo Breccia aveva cercato di esprimere nei mesi scorsi
avendo difficoltà a riconoscersi in un pride, a nostro avviso, troppo blando
e "neutrale", tutto giocato sulla trasversalità politica, senza un chiaro
posizionamento antifascista (nonostante l'importante adesione dell'ANPI),
arrivando a proporre come uno dei pupazzi che campeggiavano su manifesti e
cartoline la stilizzazione di un gay neofascista partecipante al pride.

Alla fine Facciamo Breccia aveva scelto di aderire al pride di sabato 28
giugno esprimendo però, in un documento intitolato "Adesione al Bologna
Pride", tutte le proprie perplessità, riserve e contrarietà. L'adesione
critica non è stata accettata dal Comitato Bologna Pride che non ha mai
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Gmane