Alex Foti | 1 Sep 2005 12:45
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Fwd: Telesur: scacco matto in due mosse al pensiero unico



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From: Alex Foti <alex.foti <at> gmail.com>
Date: Sep 1, 2005 12:45 PM
Subject: Re: Telesur: scacco matto in due mosse al pensiero unico
To: clochard <spartacoh <at> alice.it>

grande chavez e la rivoluzione satellitare bolivarista;) Ma qualcuno è riuscita a vederla? E' un mese o due che se ne parla ma non ho ancora capito se le tramissioni 24/24 di questa cnn del pueblo sono cominciate e quante sono le persone che la guardano in america latina e altrove. ciao, lx


On 8/31/05, clochard <spartacoh <at> alice.it> wrote:
Telesur: scacco matto in due mosse al pensiero unico

Questa volta i governi progressisti e popolari saldissimi in tutta l'America Latina atlantica l'hanno fatta grossa. Tutti insieme il venezuelano Hugo Chávez, l'argentino Nestor Kirchner, l'uruguayano Tabaré Vázquez, il cubano Fidel Castro e –più defilato anche per motivi linguistici- il brasiliano Lula da Silva hanno messo in marcia il più grande progetto di integrazione comunicativa al mondo. La televisione continentale latinoamericana è partita domenica 24 luglio. Rompe il monopolio informativo statunitense sul continente contribuendo anche nell'informazione alla costruzione di un mondo multipolare e offrendo un poderoso strumento per l'integrazione culturale e politica del continente ribelle.


Da domenica 24 luglio, con base a Caracas e redazioni in tutto il continente, Telesur –Telesud- è in onda dalla Terra del fuoco fino al Canada raggiungendo 370 milioni di ispanoamericani, 180 milioni di brasiliani, 50 e più milioni di latinos negli Stati Uniti e 100 milioni di spettatori che parlano spagnolo in Europa Occidentale e Nord Africa. Sono 700 milioni di spettatori potenziali, nessuna televisione al mondo può farsi capire da così tante persone con una missione così chiara come quella indicata nello slogan della televisione nelle parole di uno dei più grandi artisti latinoamericani del XX secolo, il pittore uruguayano Joaquím Torres García: "Nuestro norte es el sur", che in maniera meno evocativa va tradotto in "La nostra bussola punta a sud".

È già stata definita la CNN latinoamericana, ma è forse più corretto definirla la Al Jazeera del Sud.

Il governo degli Stati Uniti ha già emesso una fatwa preventiva contro Telesur. Con un decreto legge ha autorizzato contromosse contro le menzogne –o verità scomode- che verranno dalla nuova televisione. È una censura preventiva che testimonia che da Washington sanno apprezzare la pericolosità della televisione voluta e finanziata dai governi che in questi anni sono passati dal "Consenso di Washington" –quello del neoliberismo e del FMI- ad un meno paludato ma più coerente "Consenso degli elettori".

Telesur -è il timore di Washington ed il sogno di Aram Aharonian, il direttore di origine armena esule prima dalla dittatura uruguayana e poi dall'argentina prima di approdare a Caracas- a medio termine può portare alla fine del controllo statunitense sul sistema mediatico latinoamericano. Lo può fare in due mosse; aprendo il cammino al pluralismo informativo in un'America Latina vittima del monopolio della voce e degli interessi del nord, ed offrendo uno spazio integratore nel quale i latinoamericani possano quotidianamente ritrovarsi insieme. Telesur, è il primo servizio pubblico interstatuale al mondo. Ed è servizio pubblico come garanzia di correttezza informativa contro un sistema mediatico commerciale privato che oggi garantisce solo il sistema delle multinazionali, i dettati del Fondo Monetario Internazionale e legittima due secoli di politica aggressiva degli Stati Uniti.

Chi conosce il panorama televisivo latinoamericano non può non trarne un'impressione desolante. La penetrazione della televisione via cavo arriva fino all'ultima favela e fino all'ultimo villaggio sperduto sulle Ande o in Amazzonia essendone spesso l'unica mediazione e contatto con il mondo. Canali come HBO trasmettono 24 ore su 24 film nordamericani, veicolando valori e stili di vita estranei. Altri come i paludati History Channel o National Geographic raccontano la storia ed il pianeta sempre e solo dal punto di vista anglosassone. I canali nazionali si occupano dei singoli paesi e quando devono coprire eventi regionali in genere ricorrono a Miami, dove i canali in spagnolo della CNN e della CBS sono gli unici che trattano –distorcendola- l'America Latina come insieme. Chi si informa solo su tali media non ha mai sentito definire Augusto Pinochet come genocida. Il dittatore cileno viene tuttora rispettosamente definito come ex-presidente o generale in pensione. Chi si informa su questi media non è mai stato informato sull'opposizione planetaria alla guerra in Iraq e non sa che i marines non stanno vincendo la guerra. Come gli spettatori della RAI o della televisione spagnola o i lettori di quotidiani progressisti come La Repubblica di Roma o El País di Madrid, del Venezuela bolivariano sanno solo che Chávez è un pericoloso golpista amico di Fidel Castro. Ma non hanno mai saputo che in Venezuela da qualche anno 19 milioni di persone hanno conquistato servizi sanitari gratuiti ed efficienti che prima erano stati sempre loro negati o che 100.000 latinoamericani ipovedenti poveri sono operati quest'anno gratuitamente a Cuba riacquistando la vista.

Telesur, ed è la prima mossa decisiva, offre da oggi un punto di vista alternativo, come già Al Jazeera ha fatto per la regione mediorientale. Si chiama pluralismo, anche se il Nord del mondo guarda con sospetto a tutta l'informazione che non non risponde ai dogmi e cosiddetti valori del dio mercato o che non stia dalla parte dei vincitori del modello. Epperò sarà difficile per tutti eludere Telesur, fare come se non esistesse. Non sarà più solo il Nord, le televisioni statunitensi con la loro logica commerciale spacciata per indipendenza, a dettare l'agenda informativa. Il decreto legge statunitense testimonia che già da oggi i media statunitensi sono obbligati a conformare la loro agenda rispetto a quella di Telesur. Questa da prima di nascere sta già rivoluzionando l'informazione e puntando i riflettori su una notizia ignorata o manipolata da CNN –per esempio il campo di concentramento di Guantanamo- obbligherà CNN a replicare alle presunte menzogne.

Eduardo Galeano scrive che i latinoamericani sono stati costretti per 513 anni a guardare a se stessi con gli occhi degli altri. E sono stati costretti a guardare a se stessi come divisi. Oggi un latinoamericano non boliviano difficilmente conosce la filmografia di Jorge Sanjinés. Un non argentino ha visto ben poco di Pino Solanas, un non colombiano non conosce Sergio Cabrera e relativamente pochi latinoamericani hanno apprezzato "Fragola e Cioccolata", il successo mondiale del cubano Titón Gutiérrez Álea. Le televisioni del continente e le sale cinematografiche sono occupate manu militari da produzioni hollywoodiane che in molti paesi superano una concentrazione del 98% della programmazione. Il miglior posto per vedere cinema latinoamericano resta Madrid.

Telesur da oggi offre un progetto di integrazione che ricorda da vicino quello della RAI che negli anni '50 insegnò un linguaggio comune a siciliani e piemontesi, friulani e lucani. Ed è questa la seconda mossa, la più rivoluzionaria, quella che dà scacco matto al pensiero unico: l'integrazione.

Educati a pensarsi divisi, con Telesur i latinoamericani hanno uno spazio per scoprirsi uniti dagli stessi problemi ma anche dalla stessa storia e cultura. E "integrazione" oggi è la parola proibita che Telesur gioca nella battaglia delle idee. I media del Nord hanno educato i latinoamericani a considerare velleitario, sconveniente e pericolosa l'integrazione latinoamericana. E "Integrazione" è oggi una parola più proibita di "socialismo", più scomoda di "imperialismo", più peccaminosa che ricordare che tutto il continente è stato integrato dall'essere vittima dello stesso terrorismo, che tutti i desaparecidos sono spariti per lo stesso motivo e che tutti i torturatori hanno imparato a torturare nella stessa scuola, la scuola delle Americhe, a Fort Benning, il progetto statunitense di integrazione delle violazioni dei diritti umani. La memoria e la denuncia sono le ragioni d'essere di Telesur, una televisione che nasce antica, nella sua idea di servizio pubblico, ma allo stesso tempo modernissima, necessaria e incredibilmente sovversiva.

Beto Almeida, popolare giornalista televisivo brasiliano, e direttore della sede di Brasilia della televisione sostiene a chi scrive che la tv è già in grado di contrarrestare i piani del governo statunitense per metterla sotto silenzio: "Possono fare molto ma abbiamo contromosse. Possono farci escludere dai satelliti, ma non controllano e non possono abbattere tutti i satelliti. Possono corrompere le imprese di Tv via cavo o via satellite perché non ci veicolino, ma queste sono migliaia e stanno sul mercato ed hanno interesse ad offrire il nostro prodotto ai loro clienti". Al Jazeera, come la televisione jugoslava, in Iraq è stata bombardata più volte. Ma la battaglia di idee per la prima volta da oggi si svolge competendo sullo stesso campo: il telecomando di centinaia di milioni di latinoamericani. Altro che Indymedia! Altro che blog! Altro che Telestreet, ultima frontiera dello snobismo informativo italico. Con Telesur, l'informazione antagonista non è più patrimonio di minoranze iniziate alla politica o navigatori solitari, ma diviene disponibile per tutti. La smodatezza dell'ira con la quale prima ancora che inizino le trasmissioni rispondono dagli Stati Uniti in fondo rassicura, perché, come diceva José Martí, "una trincea di idee vale di più di una trincea di pietra".

http://www.gennarocarotenuto.it/dblog/articolo.asp?articolo=226


bani@thething.it | 1 Sep 2005 19:03
Picon

Re: Fwd: Telesur: scacco matto in due mosse al pensiero unico

[ volevo rispondere brevemente a questo msg su telesur e mi sono accorto 
di aver scritto un casino, scusate fin d'ora. ]

> grande chavez e la rivoluzione satellitare bolivarista;) Ma qualcuno è 
> riuscita a vederla? E' un mese o due che se ne parla ma non ho ancora 
> capito se le tramissioni 24/24 di questa cnn del pueblo sono cominciate 
> e quante sono le persone che la guardano in america latina e altrove. 

sui dati di ascolto non ne so molto neanch'io. pare che il progetto stia 
cominciando lentamente. credo che non trasmetta ancora 24/7, ma 
sicuramente stanno trasmettendo.

hanno avuto un periodo di prova, ma quando li ho visitati - tre giorni 
prima del lancio ufficiale - stavano ancora in una sede provvisoria e in 
mezzo a pressioni di ogni tipo.

quanto alla copertura del satellite, si dovrebbe vedere anche 
dall'europa sul satellite NSS 806. nessuno dei miei amici morti di fame 
ha il satellite così che nn ho potuto verificare. ;-)

>     Questa volta i governi progressisti e popolari saldissimi in tutta
>     l'America Latina atlantica l'hanno fatta grossa. Tutti insieme il
>     venezuelano Hugo Chávez, l'argentino Nestor Kirchner, l'uruguayano
>     Tabaré Vázquez, il cubano Fidel Castro e –più defilato anche per
>     motivi linguistici- il brasiliano Lula da Silva hanno messo in
>     marcia il più grande progetto di integrazione comunicativa al mondo.

per quel che ne so è una visione diciamo abbastanza ottimista perché 
ovviamente ci sono state pressioni varie. comunque in generale e in 
particolare per telesur, l'asse veenzuela-uruguay pare molto solido. 
così come quello vnzla e altri paesi più piccoli come bolivia, ecuador e 
altri stati del caribe.

in genere l'alleanza interstatale per telesur funziona nel seguente 
modo: il governo venezolano mette gran parte del budget e delle 
infrastrutture. gli altri partecipanti apportano tecnici, giornalisti e 
pagano le spese delle rispettive corrispondenze.

>     È già stata definita la CNN latinoamericana, ma è forse più corretto
>     definirla la Al Jazeera del Sud.

uno dei responsabili di al jazeera fa parte del "comitato scientifico" 
di telesur, nn ricordo il nome, ma è un giornalista pakistano. il giorno 
dell'inaugurazione ha fatto di gran lunga il miglior discorso. fra gli 
altri (molti) membri del comitato spiccano ramonet (vabbé), eduardo 
galeano e udite udite richard stallman, ex hacker e grande promotore del 
free software!

>     Il governo degli Stati Uniti ha già emesso una fatwa preventiva
>     contro Telesur. Con un decreto legge ha autorizzato contromosse
>     contro le menzogne –o verità scomode- che verranno dalla nuova
>     televisione. È una censura preventiva che testimonia che da

tecnicamente è un emendamento alla costituzione proposto da un senatore 
repubblicano della florida, di cui solo una parte è stata approvata dal 
senato. in pratica autorizza gli USA a trasmettere direttamente da 
washington in territorio venezolano. nn chiedetemi come...

a parte il fatto abbastanza ridicolo che tale 'drammatico' emendamento 
sia stato votato la settimana stessa dell'inizio delle trasmissioni di 
telesur, e a parte il fatto che come dice giustamente l'articolo citato, 
la tv privata venezolana sia già di fatto totalmente anti-governativa e 
filoamericana, c'è chi fa notare un altro aspetto della mossa dei 
repubblicani. più che per contrarrestare l'ideologia anti-americana 
trasmessa da telesur (così si espresse il senatore della florida), 
l'emendamento aprirebbe spiragli per finanziare sabotaggi 'in loco'.
(vedi http://abn.info.ve/go_news5.php?articulo=14651 )

>     Telesur -è il timore di Washington ed il sogno di Aram Aharonian, il
>     direttore di origine armena esule prima dalla dittatura uruguayana e
>     poi dall'argentina prima di approdare a Caracas- a medio termine può
>     portare alla fine del controllo statunitense sul sistema mediatico
>     latinoamericano. Lo può fare in due mosse; aprendo il cammino al
>     pluralismo informativo in un'America Latina vittima del monopolio

in realtà la tv pubblica venezolana, da un paio d'anni sta già 
sperimentando un modello completamente diverso dalla tv privata, che 
segue pedissequamente quella occidentale.

discorso lungo, per farla breve i due canali pubblici (VTV e ViVe), 
soprattutto ViVe, dedicano moltissimo spazio al reportage dai vari stati 
della federazione venezolana. non ci sono quasi film (per i costi dei 
diritti, immagino) ma molti documentari, alcuni classici, altri locali e 
recenti.

l'unica pubblicità è quella del governo. se mi posso permettere un 
commento personale, si tratta di una propaganda così esplicita e 
trasparente che non dà particolarmente fastidio.
si parla molto, moltissimo. molto di attualità di ogni tipo, soprattutto 
nazionale.

ci sono corsi, fra cui un ottimo programma di cinema, si chiama "scuola 
popolare di cinema", che sarebbe il seguito di un programma di scuola 
popolare organizzato con il contributo della stessa Venezolana de 
Televisión per non so che gruppo di attivisti di un quartiere di 
caracas. da lì pare sia nata l'idea di un programma di 'educazione al 
cinema'. in poche settimane ho potuto vedere cose molto diverse: 
un'eccezionale lezione di deleuze del 1986 sull'atto di creazione, un 
documentario sullo zapatismo, un documentario africano su jean rouch 
(eccezionale regista francese che a sua volta girava in africa. in 
pratica un regista del sud che mette in discussione un regista del 
nord), etc.

per capirci, niente di più lontano dall'elitismo di buona parte della 
sinistra de noantri.

>     Chi conosce il panorama televisivo latinoamericano non può non
>     trarne un'impressione desolante. La penetrazione della televisione
>     via cavo arriva fino all'ultima favela e fino all'ultimo villaggio
>     sperduto sulle Ande o in Amazzonia essendone spesso l'unica
>     mediazione e contatto con il mondo. 

assolutamente vero

>     pensione. Chi si informa su questi media non è mai stato informato
>     sull'opposizione planetaria alla guerra in Iraq e non sa che i
>     marines non stanno vincendo la guerra. Come gli spettatori della RAI
>     o della televisione spagnola o i lettori di quotidiani progressisti
>     come La Repubblica di Roma o El País di Madrid, del Venezuela
>     bolivariano sanno solo che Chávez è un pericoloso golpista amico di
>     Fidel Castro.

non per aprire una polemica su un thread già visto su zapatero e i 
socialisti al governo (e ce ne sarebbe da dire. godetevi la "rivoluzione 
socialista" da lontano, perché da vicino le cose sono un po' diverse)....

dicevo, la filo governativa Televisión de España (che con Aznar era 
progovernativo fino alla censura) e soprattutto il filo governativo e 
"progressista" El País (che con aznar era puntualmente antigovernativo), 
adesso non perdono occasione per parlare degli starnuti dell'opposizione 
antichavista e per denigrare chávez in modo non solo imparziale, ma a 
volte addirittura con una enfasi soggettiva che normalmente non li 
contraddistingue...

>     Telesur, ed è la prima mossa decisiva, offre da oggi un punto di
>     vista alternativo, come già Al Jazeera ha fatto per la regione
>     mediorientale. Si chiama pluralismo, anche se il Nord del mondo
>     guarda con sospetto a tutta l'informazione che non non risponde ai
>     dogmi e cosiddetti valori del dio mercato o che non stia dalla parte
>     dei vincitori del modello. Epperò sarà difficile per tutti eludere
>     Telesur, fare come se non esistesse. Non sarà più solo il Nord, le
>     televisioni statunitensi con la loro logica commerciale spacciata
>     per indipendenza, a dettare l'agenda informativa. Il decreto legge
>     statunitense testimonia che già da oggi i media statunitensi sono

il giorno dell'inaugurazione di telesur chávez - riferendosi 
all'emendamento del senato americano di cui sopra - ha detto che faranno 
di tutto per bloccare eventuali attacchi alla "sovranità televisiva" 
venezolana. con molto più buon senso stalmann suggerì (parlando in 
spagnolo!) di fare esattamente il contrario: trasmettere telesur 
nell'etere americano... :-)

>     milioni di latinoamericani. Altro che Indymedia! Altro che blog!
>     Altro che Telestreet, ultima frontiera dello snobismo informativo
>     italico. Con Telesur, l'informazione antagonista non è più
>     patrimonio di minoranze iniziate alla politica o navigatori
>     solitari, ma diviene disponibile per tutti. 

dimenticherei tranquillamente queste valutazioni

bani

[][][][]][
NEUROGREEN
ecologie sociali, strategie radicali
negli anni zerozero della catastrofe
http://liste.rekombinant.org/wws/subrequest/neurogreen

Alex Foti | 3 Sep 2005 14:10
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Re: Fwd: Telesur: scacco matto in due mosse al pensiero unico

BANI, grazie incredibilmente grazie per queste tue preziose note su
telesur. Abbracci negros y vertes, lx

On 9/1/05, bani <at> thething.it <bani <at> thething.it> wrote:
> [ volevo rispondere brevemente a questo msg su telesur e mi sono accorto
> di aver scritto un casino, scusate fin d'ora. ]
> 
> 
> > grande chavez e la rivoluzione satellitare bolivarista;) Ma qualcuno è
> > riuscita a vederla? E' un mese o due che se ne parla ma non ho ancora
> > capito se le tramissioni 24/24 di questa cnn del pueblo sono cominciate
> > e quante sono le persone che la guardano in america latina e altrove.
> 
> sui dati di ascolto non ne so molto neanch'io. pare che il progetto stia
> cominciando lentamente. credo che non trasmetta ancora 24/7, ma
> sicuramente stanno trasmettendo.
> 
> hanno avuto un periodo di prova, ma quando li ho visitati - tre giorni
> prima del lancio ufficiale - stavano ancora in una sede provvisoria e in
> mezzo a pressioni di ogni tipo.
> 
> quanto alla copertura del satellite, si dovrebbe vedere anche
> dall'europa sul satellite NSS 806. nessuno dei miei amici morti di fame
> ha il satellite così che nn ho potuto verificare. ;-)
> 
> 
> >     Questa volta i governi progressisti e popolari saldissimi in tutta
> >     l'America Latina atlantica l'hanno fatta grossa. Tutti insieme il
> >     venezuelano Hugo Chávez, l'argentino Nestor Kirchner, l'uruguayano
> >     Tabaré Vázquez, il cubano Fidel Castro e –più defilato anche per
> >     motivi linguistici- il brasiliano Lula da Silva hanno messo in
> >     marcia il più grande progetto di integrazione comunicativa al mondo.
> 
> per quel che ne so è una visione diciamo abbastanza ottimista perché
> ovviamente ci sono state pressioni varie. comunque in generale e in
> particolare per telesur, l'asse veenzuela-uruguay pare molto solido.
> così come quello vnzla e altri paesi più piccoli come bolivia, ecuador e
> altri stati del caribe.
> 
> in genere l'alleanza interstatale per telesur funziona nel seguente
> modo: il governo venezolano mette gran parte del budget e delle
> infrastrutture. gli altri partecipanti apportano tecnici, giornalisti e
> pagano le spese delle rispettive corrispondenze.
> 
> 
> >     È già stata definita la CNN latinoamericana, ma è forse più corretto
> >     definirla la Al Jazeera del Sud.
> 
> uno dei responsabili di al jazeera fa parte del "comitato scientifico"
> di telesur, nn ricordo il nome, ma è un giornalista pakistano. il giorno
> dell'inaugurazione ha fatto di gran lunga il miglior discorso. fra gli
> altri (molti) membri del comitato spiccano ramonet (vabbé), eduardo
> galeano e udite udite richard stallman, ex hacker e grande promotore del
> free software!
> 
> 
> >     Il governo degli Stati Uniti ha già emesso una fatwa preventiva
> >     contro Telesur. Con un decreto legge ha autorizzato contromosse
> >     contro le menzogne –o verità scomode- che verranno dalla nuova
> >     televisione. È una censura preventiva che testimonia che da
> 
> tecnicamente è un emendamento alla costituzione proposto da un senatore
> repubblicano della florida, di cui solo una parte è stata approvata dal
> senato. in pratica autorizza gli USA a trasmettere direttamente da
> washington in territorio venezolano. nn chiedetemi come...
> 
> a parte il fatto abbastanza ridicolo che tale 'drammatico' emendamento
> sia stato votato la settimana stessa dell'inizio delle trasmissioni di
> telesur, e a parte il fatto che come dice giustamente l'articolo citato,
> la tv privata venezolana sia già di fatto totalmente anti-governativa e
> filoamericana, c'è chi fa notare un altro aspetto della mossa dei
> repubblicani. più che per contrarrestare l'ideologia anti-americana
> trasmessa da telesur (così si espresse il senatore della florida),
> l'emendamento aprirebbe spiragli per finanziare sabotaggi 'in loco'.
> (vedi http://abn.info.ve/go_news5.php?articulo=14651 )
> 
> 
> >     Telesur -è il timore di Washington ed il sogno di Aram Aharonian, il
> >     direttore di origine armena esule prima dalla dittatura uruguayana e
> >     poi dall'argentina prima di approdare a Caracas- a medio termine può
> >     portare alla fine del controllo statunitense sul sistema mediatico
> >     latinoamericano. Lo può fare in due mosse; aprendo il cammino al
> >     pluralismo informativo in un'America Latina vittima del monopolio
> 
> in realtà la tv pubblica venezolana, da un paio d'anni sta già
> sperimentando un modello completamente diverso dalla tv privata, che
> segue pedissequamente quella occidentale.
> 
> discorso lungo, per farla breve i due canali pubblici (VTV e ViVe),
> soprattutto ViVe, dedicano moltissimo spazio al reportage dai vari stati
> della federazione venezolana. non ci sono quasi film (per i costi dei
> diritti, immagino) ma molti documentari, alcuni classici, altri locali e
> recenti.
> 
> l'unica pubblicità è quella del governo. se mi posso permettere un
> commento personale, si tratta di una propaganda così esplicita e
> trasparente che non dà particolarmente fastidio.
> si parla molto, moltissimo. molto di attualità di ogni tipo, soprattutto
> nazionale.
> 
> ci sono corsi, fra cui un ottimo programma di cinema, si chiama "scuola
> popolare di cinema", che sarebbe il seguito di un programma di scuola
> popolare organizzato con il contributo della stessa Venezolana de
> Televisión per non so che gruppo di attivisti di un quartiere di
> caracas. da lì pare sia nata l'idea di un programma di 'educazione al
> cinema'. in poche settimane ho potuto vedere cose molto diverse:
> un'eccezionale lezione di deleuze del 1986 sull'atto di creazione, un
> documentario sullo zapatismo, un documentario africano su jean rouch
> (eccezionale regista francese che a sua volta girava in africa. in
> pratica un regista del sud che mette in discussione un regista del
> nord), etc.
> 
> per capirci, niente di più lontano dall'elitismo di buona parte della
> sinistra de noantri.
> 
> 
> >     Chi conosce il panorama televisivo latinoamericano non può non
> >     trarne un'impressione desolante. La penetrazione della televisione
> >     via cavo arriva fino all'ultima favela e fino all'ultimo villaggio
> >     sperduto sulle Ande o in Amazzonia essendone spesso l'unica
> >     mediazione e contatto con il mondo.
> 
> assolutamente vero
> 
> 
> >     pensione. Chi si informa su questi media non è mai stato informato
> >     sull'opposizione planetaria alla guerra in Iraq e non sa che i
> >     marines non stanno vincendo la guerra. Come gli spettatori della RAI
> >     o della televisione spagnola o i lettori di quotidiani progressisti
> >     come La Repubblica di Roma o El País di Madrid, del Venezuela
> >     bolivariano sanno solo che Chávez è un pericoloso golpista amico di
> >     Fidel Castro.
> 
> non per aprire una polemica su un thread già visto su zapatero e i
> socialisti al governo (e ce ne sarebbe da dire. godetevi la "rivoluzione
> socialista" da lontano, perché da vicino le cose sono un po' diverse)....
> 
> dicevo, la filo governativa Televisión de España (che con Aznar era
> progovernativo fino alla censura) e soprattutto il filo governativo e
> "progressista" El País (che con aznar era puntualmente antigovernativo),
> adesso non perdono occasione per parlare degli starnuti dell'opposizione
> antichavista e per denigrare chávez in modo non solo imparziale, ma a
> volte addirittura con una enfasi soggettiva che normalmente non li
> contraddistingue...
> 
> 
> >     Telesur, ed è la prima mossa decisiva, offre da oggi un punto di
> >     vista alternativo, come già Al Jazeera ha fatto per la regione
> >     mediorientale. Si chiama pluralismo, anche se il Nord del mondo
> >     guarda con sospetto a tutta l'informazione che non non risponde ai
> >     dogmi e cosiddetti valori del dio mercato o che non stia dalla parte
> >     dei vincitori del modello. Epperò sarà difficile per tutti eludere
> >     Telesur, fare come se non esistesse. Non sarà più solo il Nord, le
> >     televisioni statunitensi con la loro logica commerciale spacciata
> >     per indipendenza, a dettare l'agenda informativa. Il decreto legge
> >     statunitense testimonia che già da oggi i media statunitensi sono
> 
> il giorno dell'inaugurazione di telesur chávez - riferendosi
> all'emendamento del senato americano di cui sopra - ha detto che faranno
> di tutto per bloccare eventuali attacchi alla "sovranità televisiva"
> venezolana. con molto più buon senso stalmann suggerì (parlando in
> spagnolo!) di fare esattamente il contrario: trasmettere telesur
> nell'etere americano... :-)
> 
> >     milioni di latinoamericani. Altro che Indymedia! Altro che blog!
> >     Altro che Telestreet, ultima frontiera dello snobismo informativo
> >     italico. Con Telesur, l'informazione antagonista non è più
> >     patrimonio di minoranze iniziate alla politica o navigatori
> >     solitari, ma diviene disponibile per tutti.
> 
> dimenticherei tranquillamente queste valutazioni
> 
> bani
> 
> [][][][]][
> NEUROGREEN
> ecologie sociali, strategie radicali
> negli anni zerozero della catastrofe
> http://liste.rekombinant.org/wws/subrequest/neurogreen
>
[][][][]][
NEUROGREEN
ecologie sociali, strategie radicali
negli anni zerozero della catastrofe
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